Torna l’appuntamento con la sostenibilità al cinema al Lucca Film Festival: il 26 e 28 settembre la città toscana ospita la seconda edizione di Lucca Film Festival for Future, il concorso dedicato ai cortometraggi che affrontano il tema della sostenibilità ambientale e sociale. Il premio nasce grazie alla collaborazione con Sofidel, azienda tra i leader mondiali nella produzione di carta per uso igienico e domestico, nota in particolare per il marchio Regina e sponsor del Festival.
Sarà l’attrice Carolina Crescentini a presiedere la giuria che assegnerà il premio Miglior Opera Green (del valore di 1.000 euro) al miglior cortometraggio in gara. Al suo fianco, Luca Luisa dell’associazione culturale La Cappella Underground, Andrea Morghen, produttore, regista e filmmaker e Giacomo Nencioni, ricercatore in Cinema, Fotografia e Televisione presso l’Università per Stranieri di Perugia.
Giunto alla sua seconda edizione e aperto a registi e filmmakers fino a 35 anni, LFF for Future ha raccolto quest’anno 212 opere da tutto il mondo. Argentina, Canada, Cina, Germania, Olanda, India, Italia, Kurdistan, Serbia, Svezia sono le provenienze dei 10 corti finalisti selezionati, di cui otto in anteprima italiana e uno, l’argentino “Cuando Todo Arde”, in anteprima europea.
Dalla fiction al documentario, passando per la sperimentazione, le opere offrono una panoramica eterogenea sul tema della sostenibilità, esplorando le sfide ambientali e sociali del nostro tempo.
Durante il festival, i dieci corti finalisti saranno visibili anche online gratuitamente sulla piattaforma Festival Scope.
I corti raccontano la sostenibilità secondo aspetti vari e diversificati: “Cuando Todo Arde” (Argentina, 2024) di Maria Belen Poncio è la storia di Isabel, giovane pompiere ostracizzata per aver denunciato un progetto immobiliare legato agli incendi boschivi. In “Eina” (Svezia, 2022) di Tommy Vella, una giovane donna affronta un viaggio introspettivo in kayak nella natura selvaggia. “In the Mists” (Serbia, 2024) di Mina Jelić, invece, invita a riflettere sulla natura come via di fuga dalla città inquinata. Il documentario “Know Your Stones” (Germania/Olanda, 2024) di Katarina Jazbec riunisce attivisti climatici, operai e un geologo in un viaggio onirico che interroga il futuro del pianeta. “LEAF” (Olanda, 2023) di Thom Lunshof trasporta in un futuro arido dove una madre e suo figlio cercano un habitat verde. “Margins M/argini” (Italia, 2023) di Vallese, Magalotti e Arumahandi, documenta l’impatto dell’alluvione del Savio (Emilia-Romagna) sulla vita di Enrica. In “The Wheat Will Not Be Golden” (Cina, 2023) di Guoxin Wang, un vecchio contadino lotta per proteggere il suo piccolo mondo. “The World Is Ours” (Canada, 2023) di Nadia Louis-Desmarchais segue sei adolescenti che cercano nella natura un antidoto all’ansia post-pandemia. “Time to live” (Kurdistan, 2023) di Hawar Rahimi racconta gli ultimi giorni di un uomo malato accudito dalla figlia. Infine, “White Ant” (India, 2022) di Shalini Adnani, esplora i ricordi d’infanzia di un uomo attraverso un’infestazione di termiti nella sua vecchia casa.
Il rinnovato appuntamento con il Lucca Film Festival For Future (che vede coinvolti nell’organizzazione e nella selezione delle opere i rappresentanti dei 10 Festival della rete “Film For Our Future” e la rete EURASF, European Network of Science Communicators, Filmmakers, Film Producers and Festival Organizers) è un esempio di come la sostenibilità ambientale e sociale permei anche il settore culturale, compreso quello cinematografico, all’interno del quale tali tematiche hanno attenzione e spazi sempre maggiori: non solo in festival dedicati, ma anche in quelli generalisti come il Lucca Film Festival, che quest’anno celebra la sua 20ª edizione.

“Sofidel ti fa sentire a casa, come una famiglia che ti protegge e si prende cura di te."
— Monika K., Supply Chain
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