Uno sguardo sul futuro – il valore della “cura”, una nuova consapevolezza

Uno sguardo sul futuro – il valore della “cura”, una nuova consapevolezza

Articolo a cura di Francesco Morace1, Presidente di Future Concept Lab

Con l’uscita dalla fase critica della pandemia si tratta ora di entrare in consonanza con la nuova normalità auspicata dall’intero corpo sociale e che assume una valenza più concreta, in linea con la sensibilità tipica dell’economia domestica. E allora su questa condizione dobbiamo riflettere con attenzione, partendo da un assunto che riguarda la natura umana: si desidera ciò che ci manca. Ciò spiega quanto la quotidianità venisse considerata noiosa, ripetitiva, non desiderabile. Poi improvvisamente ci è stata sottratta: e allora ci siamo accorti che era lo scheletro stesso della nostra libertà, della nostra presenza nel mondo. Questa è la nuova consapevolezza prodotta dalla quarantena.

Oggi stiamo uscendo faticosamente da mesi in cui abbiamo visto slabbrato il tessuto stesso della nostra quotidianità e lo facciamo con preoccupazioni crescenti che non riguardano solo la salute, ma anche la cura, intesa in senso ampio. Non è quindi difficile immaginare ciò che caratterizzerà i prossimi mesi: il paziente rammendo di questo tessuto, dal punto di vista della cura nel quotidiano. Partendo dal desiderio intenso e crescente per ciò che ci è mancato. Non solo – inevitabilmente – gli abbracci dei parenti, i sorrisi degli amici, la complicità di colleghi e conoscenti. Ma anche i riti quotidiani, tanto semplici quanto essenziali: la cura di sé e del proprio spazio di vita per immaginare nuovamente il felice incontro con l’altro.

Una nuova normalità all’insegna di un tempo quotidiano che non era abbastanza valorizzato prima, quando sembrava troppo normale. È questo l’effetto “alone” del Covid-19 che come un’astronave aliena è atterrato nella nostra vita radicalizzando ogni cosa, ogni occasione, rivelando oggi piccoli piaceri e minime delizie che mai avremmo indicato prima.

In questo contesto un posto d’onore lo ha conquistato e meritato il tempo della cura: non solo sanitaria ma anche di sé e della casa. Per essere presenti a se stessi, in un momento in cui ci siamo scoperti così fragili e vulnerabili. È la domesticità che ci ha salvato, trasformandosi in quel luogo protetto di calore familiare che nella nostra quotidianità precedente aveva perso importanza e centralità. È in casa che – dopo il primo momento di sconcerto – abbiamo ricostruito i riti e le relazioni familiari che davvero contano, quelle che hanno valore perché non hanno prezzo e anche volendolo non si possono comprare. Lo sapevamo anche prima, ma non ne eravamo consapevoli.

Persino la pulizia della casa, insieme alla cura del corpo e della nostra integrità fisica e psichica, ha acquisito una sacralità impensabile anche solo qualche mese fa… Le incombenze domestiche sono spesso state condivise e affrontate con uno spirito di squadra e un reciproco senso di “cura”. Farsi carico della sanificazione dell’ambiente di vita ha così rappresentato un momento di nuova consapevolezza responsabile, restituendo un respiro alla casa, guadagnando un controllo sul vissuto quotidiano di ciascuno, che nel confinamento ha dovuto ritagliarsi il proprio spazio vitale.

Adesso che siamo pronti e desiderosi di affrontare il mondo fuori che ci aspetta, la salute che abbiamo preservato e la bellezza aldilà delle mascherine saranno i nuovi pilastri per un’autostima che richiede di essere alimentata con ogni attenzione.

Francesco_Morace-small1 Sociologo e saggista, Francesco Morace lavora da più di 30 anni nell’ambito della ricerca sociale e di mercato. È Presidente di Future Concept Lab e ideatore del Festival della Crescita. Consulente strategico di Aziende e Istituzioni a livello internazionale, dal 1981 tiene conferenze, corsi e seminari in molti paesi dell’Europa, dell’Asia, del Nord e del Sud America. Docente di “Trend Forecasting for Fashion” al Politecnico di Milano, è autore di oltre 20 saggi, tra cui i recenti “Il Bello del Mondo” (2019), “Futuro + Umano” (2018), “Crescere. Un Manifesto in dodici mosse” (2017), “ConsumAutori. I nuovi nuclei generazionali” (2016), “Crescita Felice. Percorsi di futuro civile” (2015), “Italian Factor. Come moltiplicare il valore di un Paese” (2014), tutti editi da Egea. Partecipa dal 2014 alla trasmissione radiofonica Essere e Avere di Radio24 con la rubrica settimanale “Il ConsumAutore”. Cura rubriche dedicate ai Trend su diverse testate, tra le quali Mark Up, Millionaire, Affari & Finanza.

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