Lo sviluppo sostenibile e le partnership

Lo sviluppo sostenibile e le partnership

Intervista a Marcella Mallen, presidente di ASviS

Sul tema delle partnership Soft&Green ha voluto sentire l’opinione di Marcella Mallen, presidente ASviS e Prioritalia e docente di Diversity management e cambiamento organizzativo all’Università LUMSA di Roma.

Questo numero di Soft&Green è dedicato all’importanza delle partnership, tema centrale dell’Obiettivo 17 dell’Agenda 2030 per favorire una crescita sostenibile a livello globale. In generale, a che punto siamo del percorso per rafforzare la collaborazione tra i diversi portatori di interesse in una logica sostenibile?

Sebbene non abbiamo le soluzioni per affrontare tutte le sfide mondiali, abbiamo però una visione comune, che è quella dell’Agenda 2030, e quindi un approccio per affrontarle: dobbiamo puntare sul multilateralismo, sulle istituzioni internazionali, sulla difesa dei diritti delle minoranze, sulla ricerca del dialogo per alimentare la pace. Dobbiamo prenderci cura della democrazia, partendo dalle nostre comunità e ripensando il rapporto tra benessere individuale e bene comune. Perché solo se attueremo comportamenti conseguenti potremo sperare di raggiungere davvero gli obiettivi della sostenibilità. Per parlare dell’Italia, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) non presenta misure che vanno nella direzione del Goal 17, essendo carente di un orizzonte internazionale. Una mancanza che come ASviS auspichiamo venga colmata rapidamente, data anche l’attuale guerra in Ucraina, da cui emerge chiara l’interdipendenza tra le filiere internazionali. Per affermare una visione delle relazioni internazionali basata sul multilateralismo e il rispetto dei diritti e dare così un impulso determinante all’Agenda 2030 l’Unione Europea deve fare di più, assumendosi la responsabilità di diventare un attore politico rilevante a livello globale.

La collaborazione tra gli attori di un territorio (imprese, associazioni del Terzo Settore, enti pubblici) è particolarmente importante in questa fase storica: quanto conta il sistema di relazioni e di interazioni che lega tra loro questi soggetti?

La pandemia ha messo ancora più in evidenza quanto sia necessario fare sistema tra i vari attori sul territorio per affrontare le ripercussioni sociali ed economiche pesantissime che hanno investito l’intera società. La rete dell’ASviS, attraverso la campagna di solidarietà #AlleanzaAgisce lanciata durante il periodo della pandemia, che ha raccolto e messo in campo centinaia di iniziative sul territorio, sia per gestire le difficoltà scaturite dall’emergenza sanitaria, sia per preparare il terreno alla costruzione di un futuro più sostenibile e resiliente, ha dimostrato proprio questo. Università, imprese, enti del Terzo settore, ma anche associazioni di categoria, confederazioni, centri di ricerca, musei, fondazioni, si sono mobilitati da Nord a Sud nel supportare le istituzioni e le fasce più svantaggiate del Paese. Lo stesso impegno di solidarietà si è avuto per supportare il popolo ucraino e per ribadire al contempo i valori dell’Agenda 2030 all’insegna del dialogo, della pace e del rispetto dei diritti umani. Credo che la società debba ricomporsi attorno a una parola carica di significati e dal forte potere evocativo, ossia la “generatività’, che comprende la capacità di dare e ricevere, l’ascolto e l’empatia, utili per entrare in sintonia con gli altri esseri umani ed esercitare un impatto positivo sulle loro vite.

Un tema a lei caro è la parità di genere, un obiettivo non più rimandabile se si vogliono colmare le differenze esistenti. Quali suggerimenti si sente di dare a un’organizzazione che sta avviando un percorso in questa direzione?

In questo settore, gli interventi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) rispondono a problemi specifici e rappresentano strumenti importanti per il riequilibrio delle disparità che colpiscono le donne in Italia, sostenendo le pari opportunità sul lavoro e promuovendo la leadership femminile. Ma l’obiettivo Ue di dimezzare entro il 2030 il divario occupazionale di genere rispetto al 2020 resta lontano. Il Pnrr si concentra su target importanti per la parità di genere ma non affronta il problema del calo della natalità, dato che il Piano prevede target solo indirettamente o scarsamente correlati, come l’ancora simbolico congedo obbligatorio di paternità. Io credo che sia fondamentale sviluppare una cultura positiva della maternità: ridare dignità alle donne vuol dire non costringerle a dover scegliere tra lavoro e famiglia. E aggiungo, perché non premiare le imprese che offrono lavoro alle donne vittime di violenza o di tratta?

Fin dalla nascita sei anni fa, ASviS ha chiesto che lo sviluppo sostenibile venisse incluso nella Costituzione Italiana: cosa cambierà adesso che questo obiettivo è stato raggiunto?

Come ho già avuto occasione di dichiarare nel corso dell’evento che l’ASviS ha organizzato su questo tema lo scorso 5 aprile, dal 1948 il testo della Costituzione è stato modificato 18 volte, ma mai nella parte relativa ai princìpi fondamentali e cioè agli articoli dall’1 al 12. L’adeguamento di questa parte con la modifica dell’articolo 9 della Costituzione italiana rappresenta quindi un atto unico, sottolineando l’importanza che il Parlamento attribuisce alla sostenibilità e al rispetto degli equilibri eco-sistemici.

Quindi ci sono tutti i presupposti per considerare questa riforma come un vero passaggio di civiltà che accelera il percorso del Paese sulla strada della transizione ecologica nel vero senso della parola. In estrema sintesi si può dire che da oggi l’ecologia non è più subordinata all’economia, anche se non bisogna dimenticare che si tratta però solo di un primo passaggio, storico e culturale, verso un reale cambio di paradigma, perché dovrà seguire una fase che impegnerà non solo le istituzioni ma tutta la società civile.

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