Dalla “Social Street” al pianerottolo 2.0

Dalla “Social Street” al pianerottolo 2.0

In contesti in cui l’impoverimento delle relazioni sociali si combina alle difficoltà economiche del welfare, spesso le soluzioni ai problemi nascono dal basso. È ciò che accade ad esempio con l’esperienza delle “Social Street”, realtà dove le persone, sulla base dei principi di gratuità e inclusione, si mettono insieme per progettare e realizzare soluzioni efficaci per risolvere i problemi di una comunità di residenti che vivono nella stessa strada.

Se è vero, come ci ricorda l’antropologo, etnologo, scrittore e filosofo francese Marc Augé, che le persone hanno bisogno di luoghi “familiari”, le “Social Street” rappresentano una risposta che va in questa direzione. Una “Social Street” nasce infatti dal desiderio di creare in forma collettiva luoghi dove incontrarsi, conoscersi e aiutarsi.  Nei mesi di “lockdown” del 2020, per molti cittadini le “Social Street” sono state un’ancora di salvezza: c’è stato chi si è offerto di fare la spesa per gli abitanti più anziani, chi ha prodotto video-lezioni di ginnastica gratuite, chi ha aggiornato le informazioni sui negozi aperti del quartiere e così via.

“Residenti in via Fondazza – Bologna”, nata nel 2013, è stata la prima “Social Street” italiana. Il fenomeno delle “Social Street” si è diffuso così tanto che l’Università Cattolica di Milano ha creato nel 2014 un osservatorio per monitorarle e nel 2020, a seguito all’emergenza sanitaria da coronavirus, ha avviato l’indagine “Vicini e connessi ai tempi del Covid-19”.

Dall’isolamento degli appartamenti condominiali ai pianerottoli 2.0: grazie alla partecipazione delle persone, le “Social Street” si confermano uno strumento di coesione sociale e un aiuto per arrivare dove, a volte, non arrivano le istituzioni.

Per approfondire il fenomeno delle “Social Street” è possibile visitare www.socialstreet.it, che pubblica l’elenco delle “Social Street” italiane ed estere. Sul sito è presente anche un documento con alcune linee guida per creare una “Social Street”. Sempre sull’argomento è stato realizzato nel 2018 da Fondazione Feltrinelli l’e-Book “Vicini e connessi”.

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