WWF Italia e Sofidel: 15 anni di collaborazione

WWF Italia e Sofidel: 15 anni di collaborazione

Questo numero di Soft&Green intende offrire qualche spunto di riflessione circa l’importanza delle partnership per la promozione effettiva dello sviluppo sostenibile. In questo senso la collaborazione ormai quindicennale (2007 – 2022) tra WWF e Sofidel racconta una storia positiva fatta di condivisione di obiettivi e strade per raggiungerli. Soft&Green ha voluto porre alcune domande a Luigi Lazzareschi, Amministratore Delegato Sofidel, e ad Alessandra Prampolini, Direttore Generale WWF, per avere qualche informazione in più sulla storia e sull’evoluzione di questa esperienza.

La prima domanda è d’obbligo: da chi è partita l’idea di questa collaborazione? E qual è stato il primo progetto che avete realizzato insieme?

Luigi Lazzareschi: Sofidel, come altre imprese familiari italiane, si è sempre mossa seguendo una strategia imprenditoriale di lungo termine nelle scelte e negli investimenti. Una caratteristica che in molti casi le ha rese in qualche modo più sensibili ai temi della sostenibilità favorendo la nascita di un modello di capitalismo di “prossimità responsabile” capace in molti casi di dare buoni frutti. Per quanto ci riguarda, ad un certo punto del nostro cammino, nei primi anni del Duemila, abbiamo ritenuto necessario sistematizzare e valorizzare questo patrimonio integrando strutturalmente la sostenibilità nel nostro modo di operare. L’intento era quello di renderla un fattore strategico di crescita. Il fatto, poi, che l’industria cartaria sia un’industria energivora e idro-esigente che utilizza materia prima di origine forestale, ci ha portato in quella prima fase a concentrarci in particolare sulla dimensione ambientale. Nel 2007 decidemmo così di entrare in contatto con WWF, che per storia, profilo internazionale e autorevolezza, ci sembrava il partner più adatto. Quei primi rapporti ci portarono l’anno successivo, nel 2008, ad aderire – prima azienda manifatturiera italiana e prima al mondo nel settore tissue – al programma internazionale Climate Savers, che proponeva alle imprese di adottare volontariamente piani di riduzione delle emissioni di gas serra mettendo in atto tecnologie e strategie innovative. Fu la partenza.

Alessandra Prampolini: L’idea di collaborare è nata dopo un confronto positivo sui temi ambientali prioritari per il settore cartario, dall’energia alle foreste: Sofidel aveva desiderio di investire e supportare progetti WWF per la tutela della Natura e abbiamo trovato grande disponibilità nel discutere di come migliorare le politiche e le pratiche ambientali del Gruppo. Quindi, fin da subito, si è definita una partnership olistica che comprendeva la definizione di obiettivi ambientali sfidanti e di concreti piani di azione per raggiungerli, oltre allo sviluppo di attività di comunicazione e sensibilizzazione su temi ambientali chiave, arricchite negli anni anche con programmi educativi ed eventi istituzionali. Il primo progetto comune è stato Climate Savers, il programma internazionale WWF che riunisce i leader aziendali che volontariamente si impegnano a ridurre drasticamente le emissioni climalteranti (e che è stato il capostipite dei programmi volontari sul clima). Sofidel ha target emissivi in linea con la scienza climatica e un obiettivo dell’84% di energia acquistata da fonti rinnovabili al 2030.

Tra le tante iniziative realizzate in partnership, qual è stata quella che ritenete abbia portato i risultati più significativi perché frutto della collaborazione tra le vostre due organizzazioni?

Luigi Lazzareschi: Un risultato significativo è stato certamente centrato proprio con Climate Savers. Fra il 2009 e il 2020 Sofidel ha ridotto infatti del 24% le sue emissioni dirette (carbon intensity) di CO₂ in atmosfera, superando anche l’obiettivo fissato che era del 23%. Ma la cosa che ritengo più apprezzabile è che, a partire dall’esperienza di Climate Savers, la collaborazione con WWF si è estesa e rafforzata. Abbiamo infatti condiviso con WWF un percorso di miglioramento del nostro processo di approvvigionamento forestale che nel 2016 ci ha portato ad avere il 100% della fibra da noi utilizzata certificata da terze parti indipendenti con schemi di certificazione forestale. E abbiamo anche aderito o sostenuto numerose attività di sensibilizzazione, educazione e informazione sui temi della sostenibilità fra le quali mi piace ricordare in particolare “Mi Curo di Te”, il programma di educazione ambientale reso gratuitamente disponibile alle scuole primarie e secondarie di primo grado italiane che, dal 2014, ha coinvolto già oltre 650.000 studenti.

Alessandra Prampolini: Difficile citare un’unica iniziativa… noi siamo soddisfatti della qualità e della positiva accoglienza che il progetto “Mi curo di Te. Il gesto di ognuno per il Pianeta di tutti” ha avuto nelle scuole in questi anni, così come riteniamo strategico il ruolo di “agente di cambiamento” che Sofidel ha svolto sul tema clima e energia nell’ambito del proprio settore produttivo e lungo la filiera di valore, perché si tratta di una testimonianza aziendale importante e perché l’impegno del gruppo ha coinvolto virtuosamente anche i propri fornitori, agendo da moltiplicatore. Un risultato sicuramente significativo è quello della più recente adesione al programma Forests forward per una gestione sostenibile delle risorse forestali, perché l’impegno globale del Gruppo per un approvvigionamento responsabile è un tassello strategico della nostra collaborazione. Sofidel non solo ha raggiunto il 100% di cellulosa certificata (di cui 80% FSC®) ma si confronta costantemente con WWF per migliorare le policy ambientali e ridurre ogni possibile rischio di impatto sugli ecosistemi in cui insistono le operations aziendali.

Il rapporto tra WWF e Sofidel è un esempio di collaborazione “longeva” tra un’impresa profit e un’organizzazione non profit: quando è nata avreste immaginato una partnership di così lunga durata? Quali sviluppi ci saranno in futuro?

Luigi Lazzareschi: Nel nostro impegno per creare valore condiviso di lunga durata, le collaborazioni con gli stakeholder rivestono un ruolo centrale. Una leva importante per costruire trasparenza e fiducia. E anche per combattere la cattiva qualità dell’informazione o forme dannose di greenwashing. Quando, nel 2007, avviammo la collaborazione eravamo già convinti di questo, e certamente aspiravamo a strutturare un rapporto significativo. Poi nulla è scontato. Diciamo che questi 15 anni ci hanno fortunatamente rafforzato in questa convinzione. Oggi i temi della sostenibilità sono più attuali che mai. Cambio dei paradigmi di produzione e consumo, transizione ecologica, crisi energetica, supporto alla creazione di nuove competenze… ci sono moltissimi ambiti in cui il mondo dell’impresa e un’organizzazione come WWF possono collaborare nell’interesse delle persone e del Pianeta. Fra l’altro, proprio in questo momento, stiamo lavorando con loro per “Sofidel4Talent“, un’attività di formazione dedicata ai giovani, e aderiamo alla campagna Re-Nature Italy per la tutela e la rigenerazione del capitale naturale nel nostro Paese. Considero tutto questo un ottimo presupposto per guardare con positività al futuro.

Alessandra Prampolini: Avevamo previsto un percorso pluriennale su temi di reciproco interesse, ma una collaborazione di così lunga durata è davvero motivo di soddisfazione ed è stata resa possibile dalla volontà e dal supporto continuativo del gruppo sui temi della sostenibilità. In generale, seguendo gli obiettivi del programma di conservazione, il WWF lavora con le aziende per affrontare sfide complesse come il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità, affinché si possa produrre e consumare nei limiti di un solo pianeta. Oggi e nel prossimo futuro, considerata l’urgenza della crisi ambientale, le nostre richieste alle istituzioni e al settore privato saranno sempre più ambiziose, volte a costruire comunità ed ecosistemi resilienti. Il 2030 è l’anno chiave entro il quale dobbiamo essere in linea con il percorso di decarbonizzazione e invertire la perdita di natura per creare un futuro sicuro per le persone e il pianeta. La partnership Sofidel e WWF, che è diventata una best practice per le collaborazioni tra profit e non profit, prosegue su questa strada secondo le sfide identificate come prioritarie: impegni su clima e su natura che possano davvero contribuire a una transizione verso un’economia globale net zero e nature positive.

Dai vostri rispettivi punti di vista ritenete che questa esperienza abbia consentito alle vostre organizzazioni di comprendere qualcosa di più? Di acquisire sensibilità, convinzioni o punti di vista nuovi?

Luigi Lazzareschi: Credo di poter dire che il WWF ha agito all’interno del mondo Sofidel come un potente catalizzatore. Ha aiutato cioè l’azienda a crescere in consapevolezza, a rafforzarsi culturalmente, a prendere confidenza con temi e sensibilità al centro del dibattito pubblico internazionale. Un fattore di “acculturazione”. Una delle componenti che ci hanno aiutato ad alimentare il nostro impegno per innovare processi e prodotti. Per proiettarci responsabilmente verso il futuro.

Alessandra Prampolini: Le partnership sono condivisione di vision, valori e know how per raggiungere insieme più risultati di quanto ottenibile da soli: crediamo molto in questa ibridazione. La collaborazione con Sofidel ci vedrà sempre più impegnati insieme, con la possibilità di sperimentare nuovi approcci per la riduzione degli impatti ambientali, consapevoli che le buone pratiche potranno essere condivise, coinvolgendo l’intera filiera e il settore industriale, in questi anni così cruciali. Nature is everyone’s business!

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