Il Capitale Naturale. Diamo valore alla nostra ricchezza

Senza risorse naturali non ci può essere sviluppo. Eppure oggi le nostre società faticano a considerare il valore dei sistemi naturali come base del nostro sviluppo e del nostro benessere e, quindi, della nostra economia e del nostro futuro. Per secoli le risorse sono sembrate inesauribili. Acqua, aria e suolo erano in piena “vitalità” e non erano inquinate. Avevamo una Terra “piena” e un mondo “vuoto” (la popolazione umana ancora all’inizio dell’800 non aveva raggiunto il suo primo miliardo). Oggi siamo in un mondo “pieno” e una Terra “vuota” e l’umanità opera in una situazione più precaria, dove la necessità di dare un valore alla natura sta diventando un imperativo categorico.

Ripensare l’economia per creare un nuovo equilibrio.

Per tanti economisti è giunto il tempo di ripensare le logiche e le politiche che hanno governato l’economia finora, per definire una nuova impostazione economica capace di far fronte ai bisogni, nel rispetto dei diritti fondamentali di ogni essere umano e dei limiti biofisici del nostro Pianeta. Si tratta cioè di considerare come centrale il capitale naturale, senza il quale non possiamo vivere. Esiste un limite dell’impatto ambientale del nostro modo di vivere, di produrre e di creare progresso oltre al quale non è più possibile andare, come pure esiste un margine di indigenza nel quale nessuno dovrebbe precipitare. È l’equilibrio tra questi due confini, come ben illustra la metafora e l’icona dell’economia della ciambella dell’economista Kate Raworth, a ridefinire il campo nel quale è possibile agire.

Un impegno di capitale importanza.

I 17 Sustainable Development Goals, il quadro di riferimento per la realizzazione dell’Agenda 2030, mirano a porre fine alla povertà, a lottare contro l’ineguaglianza e a promuovere lo sviluppo sociale ed economico, mantenendosi all’interno dei limiti biofisici del Pianeta, per evitare i cambiamenti climatici, preservare le foreste e i suoli, e tutelare la biodiversità.










In particolare

il 15°obiettivo dell’Onu – LIFE ON LAND –

si propone di proteggere, restaurare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire in modo sostenibile le foreste, lotta alla desertificazione, fermare e invertire il degrado del suolo e arrestare la perdita di biodiversità. Un impegno significativo, e che richiede sforzi consistenti da parte dei diversi attori – politica, società civile, mondo delle imprese – per poter essere affrontato in maniera adeguata.