ISO, piacere di conoscerla

ISO, piacere di conoscerla

L’idea di darsi un riferimento condiviso per le misure delle unità di grandezza ha una storia antica. Già presso gli Egizi, ad esempio, fu identificato il “cubito” come unità di misura (corrispondente alla lunghezza dell’avambraccio del faraone) per mettere ordine nella progettazione e nell’edificazione di templi e piramidi. Analogamente, in tempi ben più recenti, è emersa la necessità di dotarsi di standard condivisi per quanto riguarda le caratteristiche dei prodotti o l’esecuzione di specifici processi.


È così che dal 1926 le norme di standardizzazione si sono sviluppate a livello di singolo Paese. In quell’anno nasce l’ISA (International Federation of the National Standardizing Associations), una federazione di enti nazionali, attiva soprattutto in ambito meccanico e ingegneristico, che viene però sciolta agli albori del secondo conflitto mondiale. Il termine ISO compare nel 1947 quando fu costituita a Londra la International Organization for Standardization e curiosamente ISO non ne è l’acronimo. La sigla ha infatti origine dal termine greco “uguale”, a segnalare la sua missione di “uguaglianza tra diversi”, di convergenza. L’organizzazione non governativa con sede a Ginevra è una federazione di enti nazionali di standardizzazione con 164 Stati membri*.


Da allora ISO ha prodotto una molteplicità di norme codificate in base a un numero e a un anno di edizione. Ad esempio, le norme della serie ISO 14000 sono relative ai sistemi di gestione ambientale seguite dall’anno di promulgazione (o di ultima revisione) – come nel caso della ISO 14001:2015 – Environmental Management Systems. Nel caso sia presente il suffisso EN nella sigla, significa che la norma è recepita anche dall’organismo di standardizzazione Europea, mentre il suffisso UNI segnala che lo è anche da parte dell’organismo italiano.


Dagli anni ’80 le norme ISO hanno cominciato a riguardare le attività di gestione oltre che i processi di produzione, con l’obiettivo di rendere virtuoso il “come si fa” e non solo il “cosa si fa”.


Un’azienda, un’istituzione o un’organizzazione no-profit, che intende aderire a uno standard in un dato campo di applicazione e vuole le sia riconosciuta questa adesione, deve procedere a una revisione del proprio prodotto o processo in base alla norma ISO di riferimento e sottoporsi alla validazione di un Ente Certificatore. Solo al termine di questo percorso l’organizzazione potrà comunicare l’adesione a uno standard ISO.


*Dato aggiornato al 2019.


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