SOFT&GREEN Economia circolare

Lo scienziato: Barry Commoner, coniugare ecologismo e dimensione sociale e politica

Con il suo libro, “Il cerchio da chiudere” (1971), è stato forse il primo a immaginare un modello di economia circolare ed è stato sicuramente fra i primi a coniugare scienza e attivismo politico, legando i temi dell’ecologismo a quelli della partecipazione pubblica e della giustizia sociale: crisi ambientale e decisione politica.

Stiamo parlando di Barry Commoner (1917 – 2012), scienziato e attivista statunitense. Laurea in zoologia alla Columbia Università, dottorato in Biologia alla Harvard University poi per molti anni professore di fisiologia vegetale alla Washington University di Saint Louis, Commoner è l’uomo che ha guidato i primi passi dell’ambientalismo studiando le ricadute sulla salute delle persone causate dagli esperimenti nucleari americani degli anni ’50 (la sua azione contribuì al loro bando, nel 1963).

Si occupò poi, fra l’altro, dei problemi legati alla contaminazione delle acque, ai fertilizzanti e ai pesticidi, studiando anche gli effetti sistemici prodotti dall’energia immessa nell’ambiente. Allora la sua disciplina veniva definita anche “science of survival”. Al di là delle etichette, seppe mettere in evidenza i costi ambientali e umani di scelte economiche che non tenessero conto dei degli equilibri della biosfera.

Quattro regole dell’ecologia.
Si devono al suo libro più famoso, “Il cerchio da chiudere”, l’enunciazione delle quattro leggi dell’ecologia.

  • Prima legge dell’ecologia: ogni cosa è connessa con qualsiasi altra.
  • Seconda legge dell’ecologia: ogni cosa deve finire da qualche parte. In natura non ci sono rifiuti.
  • Terza legge dell’ecologia: la natura è l’unica a sapere il fatto suo.
  • Quarta legge dell’ecologia: non si distribuiscono pasti gratuiti. Commoner spiega così: “In ecologia, come in economia, non c’è guadagno che possa essere ottenuto senza un certo costo. In un certo senso, questa legge incarna le tre precedenti. Infatti, poiché l’ecosistema globale è un tutt’uno connesso – in cui nulla può essere guadagnato o perso e che non è soggetto a un miglioramento globale –, tutto ciò che viene utilizzato dall’uomo deve essere sostituito. E il pagamento di questo prezzo non può essere evitato; può solo essere ritardato. L’attuale crisi ambientale è un avvertimento che abbiamo ritardato troppo a lungo”.

Quanto del nostro presente sia contenuto in questi enunciati è fin troppo facile da constatare.

Nel 1980 si candidò per il partito dei cittadini anche alle elezioni per la presidenza degli Stati Uniti, raccogliendo un modestissimo 0,3%. La sua partita, Commoner, l’aveva però già vinta già in altri modi.