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Come ci informiamo online? I risultati di una ricerca

In un mondo in cui il “bene informazione” sta diventando sempre più strategico, un utile strumento per capire ce lo offre un’indagine di Comscore, società di ricerca statunitense con sofisticate competenze di data science e analisi. Datata luglio 2019 e intitolata “Dal virale al tribale: come cambia la lettura delle news online”, la ricerca ha analizzato i comportamenti di consumo delle notizie digitali in Italia da parte di 3 generazioni: la Generazione Z (18 – 22 anni), la Generazione Y (i cosiddetti Millennial, fra i 23 e i 38 anni) e la Generazione X (39 – 54). L’obiettivo era quello di identificare le principali differenze tra le modalità di fruizione di ciascuna generazione. Di seguito riportiamo alcuni dei risultati riguardanti le fonti e le forme di consultazione confrontati, quando disponibili, con dati della stessa indagine realizzata in Gran Bretagna e Stati Uniti.

I social network rappresentano la fonte informativa primaria per i giovanissimi

Tra le generazioni una prima differenza significativa si rileva in merito all’utilizzo delle fonti di news: mentre le generazioni più adulte dichiarano di ricorrere prevalentemente ai siti di news, i social network rappresentano la fonte informativa primaria per i giovanissimi. Per la precisione, i membri della Generazione X reperiscono le notizie per il 50% dai siti di informazione, il 25% dai social e il 19% sui portali generalisti. Questa “dieta mediatica” cambia non di molto per i membri della Generazione Y che, continuando per il 50% a fare riferimento ai siti di informazione, vede salire al 31% i social e scendere al 16% i portali generalisti. La situazione cambia per i componenti della Generazione Zche, cresciuti in un ambiente media frammentato, non hanno probabilmente ancora sviluppato un legame con degli editori di riferimento ma c’è il rischio che – anche crescendo – rimangano fedeli alle piattaforme distributive più che ai creatori dei contenuti”. Nel loro caso la percentuale di notizie provenienti dai siti di informazione scende al 35% mentre sale al 43% la quota dei social e rimane al 16% quella dei portali generalisti.

 

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Nella ricerca online sono ancora i siti di informazione i più utilizzati

È importante però sottolineare che nella ricerca attiva delle informazioni su fatti di cronaca e news, i siti degli editori continuano a essere la destinazione privilegiata da tutte le generazioni. Non solo. Tutte le generazioni dichiarano di avere più fiducia in termini di onestà e accuratezza delle informazioni nei siti di news rispetto ai portali, alle notizie nativamente riportate sui telefoni cellulari e ai social network.

 

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L’80% di tutte le generazioni si ferma alla prima fonte consultata

Tra le generazioni una prima differenza. L’importanza di essere la prima fonte di contatto è confermata dal fatto che l’80% e oltre di tutte le generazioni dichiara di soddisfare i propri bisogni informativi con la prima fonte consultata, non ricorrendo a percorsi di verifica e controllo su altri mezzi. Un dato, questo, a suo modo preoccupante.

 

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Pochi condividono post di news sui social network

Nonostante il loro ruolo come fonte di accesso all’informazione, sui social network sono relativamente pochi coloro che condividono post relativi alle news, e tale fenomeno è particolarmente accentuato tra i giovanissimi. Questi ultimi, molto più delle generazioni precedenti, sono preoccupati dalla polarizzazione delle discussioni su temi «sensibili» e dai relativi impatti sulle loro «identità digitali». “Tale situazione – chiosa la ricerca – dovrebbe portare a riflettere gli editori che valutano i contenuti in base al loro potenziale di viralizzazione e hanno costruito i propri modelli di business sulla propagazione via social, misurando condivisioni, traffico e visualizzazioni di pagina sulle piattaforme”.

 

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