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Social media: dipendenza senza sostanza

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) descrive la dipendenza patologica come quella condizione psichica, e talvolta anche fisica, causata dall’interazione tra una persona e una sostanza tossica. Tale interazione determina un bisogno compulsivo di assumere la sostanza per provare i suoi effetti psichici ed eventualmente evitare il malessere della sua privazione.

Negli ultimi anni si sono sviluppate nuove forme di dipendenza, le cosiddette “dipendenze senza sostanza“. Il gioco d’azzardo e l’eccessiva esposizione alla televisione sono state le prime, ma ora si è fatta strada una nuova dipendenza, quella dal web. Un potenziale disturbo sociale che è stato catalogato sotto diversi nomi: Internet Addiction Disorder (a sottolinearne l’aspetto della dipendenza psichica), Fear of Missing Out, cioè paura di essere “tagliati fuori” (che pone in evidenza il timore di essere esclusi dell’interazione sociale), Nomofobia (termine dall’anglosassone “no mobile” che fa riferimento all’ansia del trovarsi senza telefono cellulare).

Fino ad oggi le dipendenze si fondavano su comportamenti non necessari (non è necessario giocare d’azzardo, così come ricorrere all’uso di droghe o fumare), mentre in questo caso la condizione di base, l’essere connessi con il mondo e gli altri individui, rischia di diventare oggi, in un mondo sempre più digitalizzato, una vera e propria necessità “funzionale”.

In un certo senso, tutti soffriamo di questa dipendenza: basta perdere il cellulare o averlo semplicemente scarico, oppure che un nostro caro non risponda ai messaggi, o ancora che non ci sia copertura di rete, e sentiamo immediatamente un sottile disagio, un senso di smarrimento. Qualche tempo fa, per citare un esempio, tre quarti del pianeta sono stati disconnessi da WhatsApp per un guasto ai server americani e l’ansia ha serpeggiato un po’ ovunque.

Dal sottile smarrimento alla dipendenza, tuttavia, la strada è lunga e passa attraverso un uso non consapevole degli strumenti. Soprattutto se in gioco ci sono i social network, che oltre a una dipendenza “funzionale” possono generare anche un legame emotivo distorto.