SOFT&GREEN Economia circolare

Una prospettiva per il ventunesimo secolo: l’economia circolare e il superamento del concetto di rifiuto

È il modello economico che si va affermando in contrapposizione a quello dell’economia lineare. Alla sua base ciò che avviene nei sistemi naturali. Un concetto ampio che per l’industria cartaria va molto oltre l’utilizzo di materia prima riciclata

Sempre più spesso troviamo associato al concetto di sviluppo sostenibile quello di economia circolare. Il riferimento è a un modello economico di creazione di valore che guarda a concetti e fenomeni che contraddistinguono i sistemi viventi. Alla base l’idea che i sistemi economici debbano funzionare un po’ come la natura, nella quale tutte le sostanze utilizzate sono reimmesse costantemente in circolo. Così, secondo i principi dell’economia circolare, i materiali di origine biologica debbono tornare nel ciclo della biosfera, mentre i materiali di origine tecnica, una volta obsoleti, diventare componenti di base di un nuovo prodotto. A monte di tutto questo vi è una riflessione critica sull’economia lineare, a oggi ancora quella prevalente, caratterizzata da un modello di crescita – il cosiddetto “take-make-dispose” (estrai, produci, getta) – che sta rilevandosi sempre più inadeguato in termini ambientali, sociali ed economici. Da questa nuova impostazione deriva innanzitutto il superamento del concetto di rifiuto. Non c’è scarto da buttare in discarica, tutto diventa (deve diventare) una risorsa da recuperare nel ciclo naturale o produttivo. Una prospettiva che si integra con altri punti fondamentali di questa visione come l’educazione a un consumo più consapevole, l’attenzione all’approvvigionamento responsabile e alle migliori tecniche disponibili, l’uso di energie rinnovabili, l’eco-progettazione, la ricerca dell’efficienza dei prodotti e dei processi…. . Un contesto nel quale l’analisi del ciclo di vita (LCA – Life cycle assessment) diventa fin dal principio, in fase di progettazione, un punto fondamentale per valutare gli impatti e le prestazioni ambientali e sociali di un prodotto o di un servizio. Interessante è rilevare anche che l’industria cartaria – in particolare quella europea – è da anni impegnata in un percorso di sviluppo di una bioeconomia a bassi livelli di carbonio che ha molti punti in comune con questo approccio. Secondo una lettura talvolta riduttiva e semplificata del concetto di economia circolare, la “circolarità” nell’ambito cartario si esplicherebbe esclusivamente nel ricorso alla materia prima riciclata. L’impostazione invece, come abbiamo visto, è molto più articolata e complessa e riguarda un insieme ampio di temi e di pratiche. Pratiche come l’approvvigionamento di materia prima da forestazione certificata o il recupero e il trattamento della risorsa idrica per la reimmissione nel processo o in natura, rientrano perfettamente in questo approccio. Nel suo insieme, infatti, l’economia circolare destinata ad affermarsi come il modello economico del ventunesimo secolo, mira a preservare le risorse, contenere gli sprechi e minimizzare l’impatto sul pianeta.