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L’attenzione all’alimentazione tra salute e sostenibilità

Per il 74% degli italiani la sostenibilità è una questione di stile di vita. Questo uno dei risultati dell’indagine Chi ha paura del cibo cattivo? Gli italiani e la sostenibilità, promossa da Bologna Award – Caab, Centro Agroalimentare con Fondazione Fico, Fondazione Enpam e Unitec realizzata da Nomisma.
I primi due concetti che gli italiani collegano alla parola sostenibilità quando si parla di cibo e acquisti alimentari sono “salvaguardia dell’ambiente” e “tutela della salute”.

Secondo la ricerca gli italiani usano e associano il termine “sostenibile” all’ambiente e alla sua salvaguardia in quattro casi su dieci (39%) e alla tutela della salute nel 23% dei casi. Segue poi chi lega il termine alla biodiversità, chi collega il cibo alla tradizione, all’economia etc.

Sostenibilità è un termine che gli italiani conoscono e usano sempre di più: il 25% degli italiani si dichiara molto ferrato sull’argomento; il 58% la conosce anche se non si sente abbastanza informato sul tema e solo il 18% dichiara di ignorarne il significato.

Le tematiche legate alla sostenibilità stano a cuore agli italiani: sommando la paura per i danni all’ambiente (13%) e alla salubrità del cibo (10%) si ottiene un 23% che è secondo solo alla preoccupazione per lavoro/disoccupazione (31%) e precede perfino il timore per il terrorismo (19%), l’immigrazione (14%) e l’incertezza del clima politico (7%).

Ma secondo gli italiani quali sono le caratteristiche che deve avere un cibo per essere considerato sostenibile? Le risposte all’indagine sono diverse: per il 18% la sostenibilità equivale alla produzione biologica, un altro 18% considera il cibo sostenibile solo se acquistato direttamente dal produttore, mentre per il 15% è tutta questione di packaging che deve essere riciclabile o biodegradabile. Solo il 12% prende in considerazione un equo compenso per il produttore; il 10% la tutela dei diritti dei lavoratori, il 7% il basso impatto della risorsa idrica.

Sempre secondo questa indagine gli italiani hanno modificato le loro abitudini di acquisto e ora sono più consapevoli e virtuosi. Tre italiani su quattro (78%) dichiarano di scegliere il rapporto qualità/prezzo e solo il 32% dice di privilegiare il prezzo più basso quando acquista prodotti alimentari. Per il 58% dei consumatori è più importante fare attenzione alla qualità del cibo che alla comodità del suo utilizzo (31%) e alle caratteristiche ecofriendly (39%). Per il 28% degli italiani un elemento chiave è il marchio biologico mentre il 55% considera prioritario comprare cibo che sa di non sprecare.
Importante anche l’origine italiana del prodotto (per il 41% dei consumatori) e la qualità della materia prima (per il 39%). Infine il 4% dichiara di farsi influenzare dall’impatto calorico degli alimenti e solo il 5% si fa guidare dalle caratteristiche del processo produttivo.