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ISO 20400, uno standard molto alto

La definizione burocratica – ISO 20400 – non rende l’idea dell’impatto che questo standard ha sul valore che l’impresa può trasferire sia ai propri clienti sia al territorio. Stiamo parlando di approvvigionamento sostenibile, ovvero di quelle politiche e azioni che possono rendere gli acquisti aziendali (per materie prime, semilavorati, etc.) più rispettosi dell’ambiente e della società. In poche parole più sostenibili

Classica o sostenibile? La differenza c’è.
“Cosa” acquisto e “da chi” acquisto sono due aspetti molto importanti. Una politica aziendale responsabile individua nelle caratteristiche di sostenibilità un criterio importante tanto quanto il costo. Non solo il prodotto acquistato deve avere connotazioni di qualità e di certificazione ambientale e sociale ma anche tutte le parti di quel prodotto e quindi l’indagine su qualità e certificazione si estende anche ai fornitori dei fornitori.

Ogni scelta è un modo di pensare.
L’aspetto determinante tuttavia non è tanto il “cosa”, ma “da chi” si acquista. Negli acquisti tradizionali l’attenzione dell’acquirente è sulle performance tecnico-fisiche del prodotto e sul suo prezzo: è da questo combinato che scaturisce l’acquisto ideale.

Una virtuosità a tutto tondo.
Negli acquisti sostenibili è importante la qualità di chi fornisce, che deve disporre di certificazioni, garantire un approccio etico al mercato, comportamenti corretti verso i propri dipendenti.
Qui sta proprio la valenza maggiore dello standard ISO 20400, ovvero la sua capacità di incidere sull’intera filiera generando comportamenti virtuosi da parte di tutti.